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  • Esplorazioni petrolifere offshore in Italia

    Pubblicato il 5, giugno, 2010 Anna Stevanin Nessun commento

    trivellazioni-offshore In Italia, attualmente, sono 24 i permessi d’esplorazione petrolifera offshore rilasciati, le zone d’esplorazione sono localizzate soprattutto nel medio e basso Adriatico (Abruzzo, Marche, Puglia) e nel Canale di Sicilia, l’area totale d’esplorazione supera gli 11.000 kmq.
    La superficie è sensibilmente superiore a quella degli attuali pozzi operativi, 66 con un’area operativa di 9.000 kmq.

    Ma quello che più appare sconcertante, anche alla luce del recento disastro causato dall’esplosione della piattaforma petrolifera Deep Horizon, nel Golfo del Messico, è l’altissimo numero delle richieste di autorizzazioni per trivellazioni esplorative arrivate al Ministero dello Sviluppo Economico, trivellazioni da localizzare sopratutto al largo delle coste abruzzesi, marchigiane, pugliesi, calabresi e lucane, tutte zone con una spiccata vocazione turistica.

    “Sappiamo tutti perché proprio in Italia c’è quest’interesse per le trivellazioni offshore: le royalties da pagare allo Stato sono del 4 per cento e non del 30-50 per cento come per altri Paesi – spiega Alessandro Gianni, direttore delle Campagne di Greenpeace. – Inoltre, non si paga alcuna imposta per i primi 300.000 barili di petrolio all’anno: oltre 800 barili (o 50.000 litri) di petrolio gratis al giorno!»

    A tale situazione che sa molto di un vera e propria svendita a favore delle compagnie petrolifere bisogna aggiungervi un’altro elemento: le attività esplorative non sono state richieste solo da imprese del calibro di ENI, EDISON e SHELL ma anche da piccolissime imprese con soli 10.000 euro di capitale sociale, è facile immaginare cosa accadrebbe in caso di incidente.

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